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lunedì 27 novembre 2017

L'autunno di Arcimboldo

Ecco il bellissimo dipinto di Arcimboldo realizzato dipingendo ed assemblando tutti i frutti autunnali per dare vita ad un volto chiamato "Autunno". In classe ci siamo divertiti a colorarlo sul pavimento,  come fosse un tappeto in bianco e nero, grazie al video-proiettore touch.
Adesso prova a riprodurlo con le stesse calde sfumature utilizzate dal grande artista, Giuseppe Arcimboldo nel 1500.



venerdì 24 novembre 2017

Video e dintorni...

Carissimi alunni, guardate cosa ho ritrovato... che vocine dolci e graziose!
State crescendo in fretta...
Quante attività divertenti abbiamo fatto insieme, che nostalgia!
Per fortuna abbiamo ancora tanto da fare insieme...


I preziosi doni di un re al merlo più ghiotto che c'è



Il drago invisibile (il vostro primo storytelling)



Le Olimpiadi della frutta in III E

Creato con Padlet
Creato con Padlet

martedì 21 novembre 2017

Il caviardage

Caviardage e poesia

Ecco la tecnica Cavirdage....



... spiegata da una delle sue ideatrici.








mercoledì 20 settembre 2017

La classe capovolta

Lo scorso Anno Scolastico abbiamo iniziato a sperimentare un nuovo modo di fare scuola grazie alla "Flipped classroom"...
Ricominciamo questa meravigliosa avventura con tanto entusiasmo rispolverando il significato e le regole della "Classe capovolta"...
Buona visione!


Accoglienza 2017

Il volo de "La mongolfiera dell'Amicizia" oggi, 20 Settembre 2017, ha rallegrato il cuore di alunni e insegnanti che, dopo una lunga, felice ed entusiasmante estate, sono pronti a ricominciare un nuovo e fantastico "volo" verso una nuova avventura... la classe quarta!










Buon Anno Scolastico a tutti noi!!!

martedì 28 febbraio 2017

Il Carnevale di Putignano

E per finire in bellezza non si può non parlare del più bel Carnevale pugliese e della sua maschera rappresentativa....


Cliccando il link qui sotto potrai leggere la storia, le tradizioni, gli eventi in programma,ecc...

Il Carnevale di Putignano


Ed ecco la bellissima storia di una delle più amate maschere che rappresentano in Italia la nostra amata Puglia.

Storia della maschera di Farinella


Farinella è la maschera tipica del Carnevale di Putignano.
Il suo nome è preso in prestito dal piatto simbolo della cucina putignanese: una farina finissima, ricavata da ceci e orzo prima abbrustoliti poi ridotti in polvere dentro piccoli mortai di pietra; un alimento semplice e sostanzioso, in passato immancabile presenza sulle povere tavole contadine, destinato al connubio con sughi, olio o fichi freschi.
Al primo Farinella, una specie di ubriacone sbrindellato senza caratteristiche particolari se non la miseria, segue agli inizi degli anni '50 una nuova versione.


il nuovo Farinella è una fusione tra la maschera di Arlecchino e il Jolly delle carte da gioco, ha un abito a toppe multicolori, un gonnellino rosso e blu – colori della città – e un cappello a tre punte con campanelli, simbolo dei tre colli su cui sorge Putignano. Della maschera originale Castellano decide di mantenere solo il volto rubizzo e il naso rosso.
Allegro e scanzonato, con quegli occhi beffardi e il sorriso ironico riassume il carattere dei putignanesi: provocatori, ironici, innamorati della vita, del buon bere e del godere a tavola. Orgogliosi della loro terra e del loro dialetto.
Farinella è il simbolo di un Carnevale che dura tutto l’anno, di una festa che racchiude allegria, riflessione, malinconia, gioia ed eccesso. In una parola, vita.

Da ubriacone a eroe: la salvezza del forno

Oltre a sfornare farinella, un giorno dal forno uscì Farinella, che da semplice fornaio diventò il salvatore della città. Questa versione dipinge Farinella non più come ubriacone, ma come un astuto ideatore.
Accadde che, nel secolo XIV, i saraceni frequentemente razziassero le zone di Putignano e dintorni portando scompiglio e povertà.
All’alba dell’ennesima incursione, a Putignano, un tale ebbe un’idea brillante per scampare alla razzia. Questo tale non aveva nome; o almeno, nessuno lo ricordava. Tutti lo chiamavano Farinella, poiché era fornaio e si distingueva dall’eccezionale naso rubicondo che aveva, nonostante non bevesse.
Farinella, dunque, salvò il paese.
Le cose andarono così: avvertiti dell’arrivo dei saraceni tutti gli abitanti si riunirono in piazza per decidere il da farsi: chi voleva scappare nella campagna e aspettare che i razziatori se ne andassero, chi voleva dar battaglia. Una gran discussione. Ad un certo punto, Farinella, alzò la mano e disse che aveva un’idea.
Tutti presi alla sprovvista dalla insolita intraprendenza rimasero a fissarlo e Farinella ne approfittò per esporre il suo piano: “Ascoltate non c’è bisogno né di abbandonare le nostre case, né di rischiare la vita in uno scontro impari. Li faremo cadere in un tranello. Da poco tempo è passata la peste, ma la paura è ancora molta: ci fingeremo malati di un morbo sconosciuto. Prenderemo la farinella e la spalmeremo sul corpo come se fosse pieno di pustole, poi tra noi serviranno dei monatti: mettetevi i vestiti delle guardie cittadine – rossi e blu – così da essere distinguibili, porterete anche campanelli sul cappello o sui piedi così farete rumore al passaggio, come usano fare quelli che trasportano i malati di peste. Infine, le guardie dovranno andare incontro ai saraceni, in veste di messaggeri: direte che la città è in quarantena, perché appestata.”
Tutti rimasero stupiti dal grande piano del fornaio.
Dopo alcuni minuti di riflessione, si votò.
La maggioranza era per attuare il piano di Farinella.
Tutta la popolazione in fermento, si diede da fare, perché tutto fosse pronto all’arrivo dei saraceni.
Quando le guardie cittadine avvistarono i primi cavalli, andarono incontro ai briganti e riferirono di non entrare in città perché era in quarantena.
I saraceni, scettici, mandarono due uomini a vedere, ma essi appena misero piede in città e videro i cittadini con le orrende piaghe e i monatti girare coi carretti, girarono i cavalli e tornarono dagli altri.
Putignano fu salva grazie all’ingegno di Farinella, che venne festeggiato come eroe cittadino e rimase nella storia della città divenendo anche la maschera di carnevale.






venerdì 24 febbraio 2017

Maschere veneziane realizzare in classe!

Ecco le splendide maschere che gli alunni hanno realizzato in classe in gruppo...



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giovedì 23 febbraio 2017

Il Carnevale di Venezia



IL CARNEVALE DI VENEZIA 




Venezia è una bellissima città famosa per tante cose, dalle attrazioni come le principali piazze e chiese, ad eventi capaci di attrarre migliaia di turisti. Uno fra questi è sicuramente il Carnevale di Venezia 2017: si tratta di una manifestazione capace di far divertire la gente, adulti e bambini, grazie alla sua natura allegra e festosa. Dall’11 al 28 febbraio 2017 il divertimento a Venezia è una garanzia.  

PERCHÉ PASSARE IL CARNEVALE A VENEZIA? 
Vedremo insieme perché il Carnevale a Venezia è così tanto atteso e importante a Venezia, ovvero quali siano le caratteristiche di questo evento che attira migliaia di persone ogni anno. L’atmosfera cittadina cambia in modo significativo durante il Carnevale, le piazze brulicano di divertenti maschere, le calli e le piazze si riempiono di colorati coriandoli mentre i canali veneziani si illuminano con le luci di questo magico evento. Già da gennaio si inizia a respirare un’aria diversa, un’aria di festa e allegria in attesa di uno fra i maggiori eventi mondiali. Scoprite l’opportunità unica di un Carnevale a Venezia leggendo il nostro articolo; se deciderete di parteciparvi regalandovi qualche giorno di vacanza a Venezia, state pur certi che avrete l’occasione di vivere un’esperienza che ricorderete a lungo. 




LA STORIA DEL CARNEVALE DI VENEZIA 

Questo evento, anche se prettamente flolkloristico, ha robuste origini storiche. Vi siete mai chiesti cosa significa la parola “Carnevale”? Vediamo assieme qualche informazione per arrivare a quest’evento preparati per viverlo nel pieno dei suoi significati. Ecco quindi 3 curiosità da non lasciarsi sfuggire:

  1. Carnevale è un termine che secondo gli esperti può derivare sia da “carrum novalis” ossia “carro navale”, una sorta di carro allegorico a forma di barca con cui gli antichi romani inauguravano le loro commemorazioni, sia da “carnem-levare” ossia “togliere la carne” facendo riferimento al periodo che quindi precede la quaresima. 
  2. Questa festa venne resa “festa pubblica” solamente alla fine del 1200 e tutt’ora viene celebrata solamente nei paesi cattolici. 
  3. Il Carnevale è spesso dedicato ad un tema di fondo, al quale ispirarsi per feste ed eventi di contorno. 
Ora che sapete qualcosa in più potrete immergervi nell’atmosfera festiva che quest’evento crea, ma vediamo innanzi tutto come organizzare questa vacanza. 



Il Volo Dell’Angelo

Tra le varie feste organizzate ce n’è una che spicca e richiama l’attenzione anche dei media, il “Volo dell’Angelo”: questo evento (che inizierà giovedì 19 Febbraio dalle ore 12.00) non è solo uno dei più importanti eventi del Carnevale di Venezia, ma è anche una tra le più antiche e suggestive manifestazioni appartenenti a questa pittoresca città.
Questo evento (che ogni anno da ufficialmente inizio ai festeggiamenti in piazza San Marco) è originario del 1500 quando in quegli anni, un giovane acrobata compì l’impresa di camminare su una fune tesa fino alla fine del campanile. Questo ragazzo era vestito con ali finte, legato ad una fune con degli anelli metallici, da qui l’evento prese il nome di “Volo dell’Angelo”.


Alcuni di voi potrebbero conoscere questa manifestazione come “Volo della Colombina“: questo nome è originario del diciottesimo secolo, quando sfortunatamente l’atleta incaricato non riusci a percorrere la corda dal campanile al Palazzo Ducale, precipitando al suolo, per questo poi si decise di sostituire l’acrobata con una grande colomba di legno. Dal 2001 il termine venne cambiato nuovamente e tornò ad essere “Volo dell’Angelo” in quanto il tragitto venne ripercorso da una persona in carne ed ossa, ovviamente con tutte le dovute misure di sicurezza.

LE MASCHERE PIÙ GETTONATE

Le maschere sono accessori d’obbligo quando si vuole partecipare al Carnevale di Venezia; se volete assistere alle manifestazioni ma non avete ancora idea di cosa mettere ecco qualche consiglio sulla maschera da indossare per entrare proprio nello spirito sia del Carnevale che della città. La nostra redazione saprà darvi qualche interessante spunto che sicuramente vi permetterà di fare un figurone!
Tra quelle più gettonate potrete sicuramente trovare:
  1. BAUTA: si tratta di una fra le maschere più famose che rappresentano in pieno la città e la tradizione della Serenissima; priva di naso e bocca viene indossata sia da uomini che da donne, (la versione femminile si chiama moretta).
  2. MEDICO DELLA PESTE: questa maschera è molto interessante in quanto rappresenta una situazione che all’epoca era autentica (i medici veneziani all’epoca della peste la indossavano, credendo di rimanere protetti dall’aria contaminata dei malati). Non spaventatevi, anche se la troverete un tantino inquietante all’inizio, potrà essere una fra le possibili maschere vincitrici.
  3. BERNARDON: Un’altra tipica maschera veneziana è la maschera del BERNARDON, questa maschera è definita “lurida macchietta popolare” in quanto rappresenta un vecchio pidocchioso, mostrando le piaghe dovute agli stravizi di gioventù.

IL CARNEVALE DI VENEZIA IN ANTEPRIMA

A seguire un breve video di repertorio che vi mostrerà il  “Grand Opening” del Carnevale veneziano 2016. Un modo mettere a fuoco il clima del carnevale veneziano in attesa della vostra vacanza per il prossimo Carnevale.

martedì 1 novembre 2016

Ognissanti


Il giorno di tutti i Santi, noto anche come Ognissanti, è una festa cristiana che cade il 1 novembre e celebra insieme la gloria e l'onore di tutti i Santi, comprendendo quelli non canonizzati.

                 

Nei due articoli pubblicati qui sotto potrai leggere e osservare come ogni Santo è rappresentato solitamente nell'Arte.



venerdì 28 ottobre 2016

Tartaruga d'acqua dolce

Buongiorno miei cari...
Vorrei ricordare a tutti, ma soprattutto alla piccola Maria, che in questi giorni è la madrina ufficiale, di prendersi molta cura della nostra piccola tartaruga, Scorza...

In classe è curata da tutti noi, ma, a casa, nel fine settimana, ha bisogno di essere accudita nel migliore dei modi.

Ecco un articolo che rispolvera ciò che abbiamo detto in classe...
Come allevare una tartaruga d'acqua dolce